Idroscarica

Un caso di risanamento del cemento armato: un edificio degli anni Ottanta bonificato con la tecnica dell'idroscarifica del cemento armato.

 

Risanamento conservativo delle strutture in cemento armato.

Edificio moderno, condominio di abitazione civile, realizzato negli anni Ottanta con struttura in cemento armato a vista e pannelli prefabbricati di tamponamento. Le strutture in cemento armato si presentavano in condizioni di avanzato degrado, con spessori di copriferro minimi e profondità di carbonatazione elevate. Negli ultimi tempi prima del restauro erano frequenti i fenomeni di spalling, con caduta di frammenti di conglomerato, anche di dimensioni pericoloso per la pubblica incolumità.Le modanature delle ampie fioriere apparivano in parte distrutte. Al contrario, i pannelli prefabbricati di tamponamento si presentavano in ottime condizioni di conservazione.

 

Descrizione dell'intervento

Le caratteristiche dell'ambiente che circonda i ferri di armatura, in un manufatto in cemento armato, giocano un ruolo decisivo nella durabilità del sistema che preservano dalle aggressioni esterne. In particolare, i valori di elevata alcalinità che contraddistinguono il conglomerato, impediscono che si sviluppino processi di ossidazione dei ferri. Il processo di carbonatazione è indotto dalla penetrazione dell'anidride carbonica nel conglomerato attraverso fessure e porosità della superficie e provoca un abbassamento dei valori di pH (da 12 a circa 9) non più in grado di proteggerle armature dalla corrosione dell'aria, soprattutto nel caso in cui queste siano sottoposte a sollecitazioni elevate. Lo spessore dello strato di calcestruzzo carbonato è detto "profondità di carbonatazione". Il ferro arrugginito aumenta il suo volume e premendo contro il conglomerato provoca fessurazioni e sgretolamenti, definite nel linguaggio tecnico "crepe da ritiro". Lo strato corticale carbonatato delle strutture in cemento armato a vista è stato rimosso con la tecnica dell'idroscarifica ad alta pressione, che permette di mettere a nudo i ferri d'armatura evidenziando i fenomeni di corrosione in atto.

 Fasi di lavorazione

L'idroscarifica lascia una superficie scabrosa, che risulta ideale per il successivo aggrappo degli stati di ricostruzione. Inoltre, questa soluzione non provoca sollecitazioni meccaniche eccessive alla struttura, che potrebbero essere causa di ulteriori danneggiamenti e fessurazioni. Grazie alle indagini preliminari sulla struttura si determina lo strato di conglomerato da asportare; in questo caso si sono eliminati spessori da 5 millimetri, nelle zone meglio conservate, fino a 30 millimetri nel caso dei pilastri che presentavano le patologie più avanzate.Le operazioni di scarifica sono state completate da un lavaggio con acqua a media pressione.

Calcestruzzo dopo l'idroscarifica

I pannelli in prefabbricato cementizio hanno richiesto una pulitura con acqua a media pressione, parziali ricuciture di fessure e finitura con pittura acrilica trattata a spugnatura.

 Ricostruzione

 

sem_3
sem_11